Estero

Casalattico e tutta la zona della Val di Comino sono da lungo tempo interessate da flussi migratori.
Nel secolo intercorso tra 1861 e il 1961, infatti, mentre la popolazione italiana raddoppiava in numero, la zona del Cominese è stata interessata da un forte calo demografico a causa delle emigrazioni.
La tradizione migratoria del comune in realtà era cominciata nella prima metà dell’Ottocento, quando italiani dalle varie professionalità (stuccatori, gelatai, cantanti e addetti al trasporto pubblico) iniziarono a lasciare la propria terra in cerca di fortuna.
L’emigrazione Cominese prima della Grande guerra si dirigeva soprattutto oltreoceano (Stati Uniti, Canada, Venezuela ed altri stati dell’America Latina) mentre dal secondo dopo è prevalsa la tendenza verso i paesi europei (Gran Bretagna, Belgio, Francia, Irlanda).

L’emigrazione proveniente dalle contrade di Casalattico in particolare Montattico, non si è fermata nemmeno nel periodo tra le due guerre mondiali. Anzi, proprio in quegli anni ha preso maggiormente piede il fenomeno che oggi definiamo “catena migratoria”.
I migranti che si erano stabilizzati in Irlanda facilitarono l’emigrazione di amici e parenti rimasti in patria, impiegandoli nelle loro fiorenti attività ristorative.
Basti pensare che nella gestione dei fish and chips irlandesi  esiste quasi un monopolio tutto italiano, e i proprietari sono nella maggior parte dei casi originari di Casalattico.
I nuovi arrivati si inserivano nell’economia irlandese come lavoratori autonomi introducendo commerci nuovi nell’industria della ristorazione. Si seguiva sempre lo stesso sistema: un membro della famiglia, una volta installatosi con un suo negozio, mandava a chiamare un parente o un amico per farsi aiutare e per dargli un lavoro. Poi, appena possibile quest’ultimo si metteva in proprio.

I Casalatticesi, l’uno dopo l’altro, hanno aperto ristoranti, prima nel centro di Dublino e poi verso la periferia e le campagne, fino ad arrivare a coprire “quasi” tutti i paesi e le città della nazione.
Emigrando in Irlanda, quindi, i Casalatticesi con la loro attività di fish & chips si sono ritagliati una nicchia di mercato che non faceva concorrenza alle attività di ristorazione locali.
Le comunità degli emigrati, ben inserite nell’economia e nella società dei paesi ospiti, hanno mantenuto però forti legami con il paese d’origine.